giovedì 23 aprile 2015

Il Femminino Sacro



Fin dagli albori dell'umanità, la donna veniva considerata sacra, in diretta connessione con le forze naturali e divine. Ogni donna rappresentava l'incarnazione della Grande Madre, portatrice di vita e fertilità, intermediatrice tra il divino e l'umano; in alcune società di tipo matriarcale era proprio la donna ad essere depositaria del potere e responsabile delle sorti del collettivo, del clan. 

Verso il 3000 a.C, il ruolo dominante della donna è stato sostituito da un modello di tipo patriarcale della società, in cui l'autorità è venuta a concentrarsi nelle mani degli uomini. Tuttavia, l'immaginario collettivo è rimasto profondamente segnato dal ruolo di mediatrice e sacerdotessa della donna: la sua sacralità deriva proprio dalla sua capacità di donare nutrimento al mondo e di perpetuare il compito della procreazione.
In lei è racchiuso infatti il mistero della creazione divina stessa, il suo corpo è sempre stato considerato una porta, una via d'accesso al trascendente. È importante sottolineare anche il suo forte legame con i cicli naturali - si pensi solo alla corrispondenza tra il ciclo mestruale e le fasi lunari - e il suo ruolo di guaritrice per la sua secolare conoscenza delle erbe.
A partire da questo modello archetipico della donna - lunare, creativo e spirituale contrapposto a quello maschile, solare e razionale -  e a seconda dei tempi e dei luoghi, nascono figure quali la sibilla, la strega, la sacerdotessa, la yogin e molte altre.
Vastissimo è l'universo del femminile, permeato di mitologie, simboli e rituali, ma di questo ci occuperemo volta per volta, analizzando e scoprendo insieme il potere del femminile e la sua affascinante storia.





LA SACERDOTESSA

Ho visto una donna antica. Un alone -
rosso – vibrava nel buio. Mi ha detto:
ama e porta la tua
acqua sacra nel mondo.

(Poesia di Isa Bianca Winifred)






Isa Bianca Winifred

3 commenti :

  1. La contrapposizione tra principi, in un sistema di pensiero duale dicotomico, E' frutto del patriarcato! La sfida di chi vuole ri-membrare la Grande Madre, la Dea, è proprio cercare di uscireda questi schemi, e dare potere ad archetipi di sacro ffemminino che non sono quelli voluti dalla mentalità patriarcale!
    O il rischio, è riperpetuare le regole del medesimo gioco.........solo al contrario!

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    1. Grazie per il tuo commento Laura, si comincia dalle basi per insinuare il pensiero,
      Lavorare piano insinuando il concetto può alla lunga portare grandi miglioramenti nei pensieri e nelle metodologie di pensieri preconfezionati. Non si possono fare proseliti, ma il modo migliore è gettare il seme e curarlo perchè germogli da se

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  2. Sono d'accordo con te Laura... e pienamente consapevole di ciò che dici, ma purtroppo, in questo caso, il pensiero e il contesto del blog esigono strutture logiche, semplificazioni e dualismi.
    In questa sede è stato possibile soltanto gettare le basi di ciò che è stato per potere poi andare a valorizzare gli archetipi del femminile singolarmente. Io sono giovane, sto scoprendo questa cosmologia femminile nel momento stesso in cui la sto attraversando.
    Il compito che ti/ci prefiggiamo è alto, una terra inesplorata...spero che almeno una donna nell'universo possa anche solo avvicinarsi al compito che hai espresso, sarebbe forse la nostra più grande conquista.
    Ad ogni modo però, credo che un confronto con ciò che è stato, con il maschile, debba per forza sussistere almeno in parte. Non possiamo cancellare secoli di storia, quello è il nostro passato, ciò da cui possiamo partire per ricostruire nuovi universi di senso.
    Come si può salpare verso il nuovo senza gli ormeggi del vecchio? Da dove iniziamo a camminare?
    Tuttavia, sono comunque d'accordo sulla necessità di trovare la strada della valorizzazione del femminile di per sé, ma forse la mia vita non basterebbe per questo.

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